Cultura e Società

Tracce di cibo nella musica

Quando dischi e canzoni veicolano le nostre emozioni mangiando. E viceversa.

Martina Roncadi | 23.11.2023 | 5 minuti

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"Musica e cibo sono, insieme, un potentissimo generatore di ricordi, e danno vita alle più svariate forme d’arte e di socialità"

Vinile e posate

La musica, si sa, è da sempre ricettore e trasmettitore di emozioni. Non importa che tu sia in macchina, al ristorante o semplicemente a casa, il sottofondo musicale ci accompagna in ogni contesto della nostra vita e ci fa sognare, ridere, piangere. Nulla infatti è più potente del ricordo che suscita una canzone dopo che la si ascolta a distanza di tempo, o magari perché legata a istanti di vita ben precisi. Se a tutto questo poi si aggiunge una memoria fatta di cibo e momenti di condivisione, la mente e le emozioni esplodono. Musica e cibo sono un potentissimo generatore di ricordi, e danno vita alle più svariate forme d’arte e di socialità. Pensiamo a tutti i contesti in cui ritroviamo il binomio Cibo-Musica.

I ristoranti. La musica proposta nei locali è un elemento imprescindibile per creare atmosfera all’ambiente e rendere coerente ciò che si vuol far percepire al cliente. In un fast food la musica sarà inevitabilmente diversa rispetto a quella di un ristorante stellato. Nel primo caso ci troviamo di fronte un ambiente dinamico, informale, principalmente giovanile e con prezzi contenuti. Nel secondo caso invece vi sarà un ambiente più formale, dove il target di persone che frequentano il locale è tendenzialmente elevato e desidera ricercare, in quell’esperienza, qualcosa di memorabile. Ecco dunque che sarà necessario trovare la musica adeguata per rendere le esperienze vissute più o meno speciali perchè, una volta entrati in un locale, si percepirà subito quanto la selezione di una buona playlist sia necessaria per fare “funzionare” i piatti che vengono proposti dagli chef, aiutandoli anche a giustificare il prezzo sul menu. Il ristoratore infatti non ti sta servendo solo un “buon piatto”, ma desidera farti vivere una vera e propria esperienza in grado di esaltare tutte le emozioni del caso.

Vinili

Il cibo nella musica. Basti pensare alla celeberrima That’s Amore di Dean Martin, anno 1955. Nonostante i luoghi comuni citati nella canzone a suon di pizza, pasta e fasule (pasta e faglioli, nda) e tarantella, questa canzone utilizza elementi enogastronomici per esaltare la bellezza dell’Italia - e di Napoli in particolare - dopo anni di guerre e fascismo. Ma anche del cibo italiano, sinonimo di eccellenza mondiale. L’italianissima Viva la pappa col pomodoro, interpretata da Rita Pavone nel 1964, fa diventare un piatto povero della tradizione toscana un espediente per raccontare una storia di speranza oltre le avversità della vita, e di come, ancora una volta, il cibo sia in grado di unire le persone e renderle uguali le une alle altre.
Ma il cibo non racconta solo storie di resistenza, poichè narra anche grandi storie d’amore e romanticismo. Nel 1979 Paolo Conte, nella sua Gelato al limon, canta:
E ti offro l'intelligenza degli elettricisti - Cosi almeno un po' di luce avrà - La nostra stanza negli alberghi tristi - Dove la notte calda ci scioglierà. Come un gelato al limon. Metafora di un amore impossibile e di un’altra estate passata con un velo di malinconia. O La soggettiva del pollo arrosto di Samuele Bersani del 2006, che racconta la vita dell’uomo comune, spesso vuota e logorata dalle abitudini quotidiane:
È la soggettiva del pollo arrosto - Che senza testa pensa più di prima - La sua coscienza rimane sveglia - Giudica tutto quello che passa.
In ambito internazionale troviamo negli anni altrettanti riferimenti musicali ed enogastronomici più di nicchia e ricercati. Penso alla ballata Burger Queen dei Placebo, canzone racchiusa all’interno dell’album Without You I’m Nothing - quello della più celebre Pure Morning per intenderci - o al capolavoro Souvlaki del gruppo shoegaze Slowdive pubblicato nel 1993. Contaminazioni gastronomiche presenti anche nei nomi degli artisti come Cibo Matto, duo giapponese alternative pop nato a New York negli anni Novanta, o i più celebri Meat Loaf, Red Hot Chili Peppers, Ice Cube e The Cranberries.

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Tutto questo, e viceversa. Sì perché non è solo il cibo a ispirare i musicisti, o una buona selezione musicale a rendere più magico un ambiente, ma sono gli stessi chef a lasciarsi influenzare dai grandi artisti e dalla musica in generale. Massimo Bottura, chef patron dell’Osteria Francescana, - il tre Stelle Michelin più famoso al mondo - è risaputamente un grande appassionato di musica e arte. Questa la sua proposta di qualche anno fa, subito dopo la riapertura post emergenza Covid-19: un menu interamente dedicato alla più grande band della storia, i Beatles, e composto da undici portate dal titolo “With A Little Help From My Friends”, esplicitamente riferito a Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band -ottavo album del gruppo di Liverpool pubblicato nel 1967- più altre opere dei Fab Four. Ognuna delle portate presentate dallo chef Bottura prendono il nome dai brani più celebri della band. Da "Yellow Submarine", che rievoca i colori della canzone a suon di rombo, patate al forno e riso allo zafferano, passando poi per "Strawberry Fields", aggiustamento dell’iconico piatto anni Ottanta risotto fragole e champagne: un risotto con gazpacho di fragole adagiato su un letto di gamberetti, mozzarella affumicata e pepe di Sechuan. Un capolavoro di gusti e colori. Questo “menu musicale” si chiude poi con una rivisitazione, sia per titolo sia per concept, di Lucy in the Sky with Diamonds: “In the Sky without Lucy”, pesche arrosto e gelato abbinati a meringhe, amaretti e zucchero filato. Un concentrato di dolcezza e femminilità.
Anche nella cucina popolare esistono numerosi riferimenti musicali. Eccome se esistono! Dall’insalata, uova o filetto alla Rossini, piatti dedicati al celebre musicista pesarese, passando per i Vermicelli alla Caruso, pasta a base di aglio, olio, peperoncino e prezzemolo in onore del tenore originario di Napoli. Senza dimenticare poi gli americani spaghetti meatballs, spaghetti con polpette al sugo, detto anche Spaghetti alla Elvis, in quanto piatto preferito della leggenda del rock ‘n’ roll.

Vinili e cassette

Inutile dire che i binomi Musica-Cibo e Cibo-Musica sono solo alcune delle infinite proposte del panorama enogastronomico.
Se veicolare le nostre emozioni attraverso la musica e il cibo ci risulta semplice, non lo è per chi crea queste forme d’arte. Saper unire così tanti saperi - e sapori- permette una vera e propria ibridazione multisensoriale in grado di trasportare il cliente in un'altra dimensione.
D’altronde, come scrive Massimo Montanari - celebre storico dell’alimentazione- in un recente articolo de La Cucina Italiana: “l’alternanza di diverse portate va a comporre un menù così come l’alternarsi di diversi brani va a comporre un’opera musicale”.

E selezionare la nostra playlist preferita a tavola sarà estremamente complesso.
Ma delizioso.

Martina Roncadi

Laureata in Scienze della Comunicazione, ha seguito diversi corsi di specializzazione alla Scuola Holden di Torino tra cui “Food – Design dell’esperienza gastronomica”, grazie al quale si è accesa la miccia per la scrittura nel panorama enogastronomico. Amante dei viaggi, della buona tavola e della musica indie, il suo segno zodiacale è Ariete. Si consiglia pertanto di non farla arrabbiare. Fanatica dello sport, è campionessa olimpica di junk food e di coccole al suo gatto, Giorgio.